(Adnkronos) – La terra torna a parlare attraverso i suoi segnali più profondi e invisibili, svelando dinamiche rimaste per decenni avvolte nel mistero grazie a un'impresa scientifica che sposta i confini della geofisica contemporanea. Il progetto MT-PROMUD, coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e finanziato nell'ambito di Pianeta Dinamico 2023-2025, ha segnato un punto di svolta permettendo di trasformare siti iconici come le Salse di Nirano e le Maccalube di Aragona in veri e propri laboratori d'avanguardia. Grazie ad un approccio multidisciplinare unico, i ricercatori hanno potuto registrare la prima documentazione strumentale multiparametrica al mondo di un parossisma, risolvendo quesiti storici come l'influenza dei terremoti sull'attività di queste strutture e definendo un protocollo di monitoraggio capace di intercettare i segnali precursori che precedono le transizioni verso le fasi eruttive più critiche. Questi risultati offrono una nuova chiave di lettura per la valutazione del rischio ambientale legato alla risalita di fluidi freddi e gas in sovrapressione come metano e anidride carbonica che, sebbene generino paesaggi lunari suggestivi e grifoni affascinanti, costituiscono una minaccia concreta per il territorio se non monitorati con tecnologie capaci di distinguere tra attività ordinaria ed eventi esplosivi improvvisi. La collaborazione estesa tra diverse sezioni dell'INGV e le Università di Milano Bicocca, Bologna, Siena, Salerno e Palermo ha garantito una visione d'insieme che culminerà nella presentazione pubblica prevista il 20 febbraio a Fiorano Modenese, dove la condivisione di questi dati inediti segnerà l'inizio di una nuova strategia di prevenzione geologica basata su modelli di evoluzione spazio-temporale sempre più precisi, trasformando l'osservazione scientifica in uno strumento attivo di sicurezza per le popolazioni residenti in prossimità di questi affascinanti ma complessi "laboratori a cielo aperto".
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