(Adnkronos) – Il Tribunale di Monza ha assolto con formula piena un uomo residente in Brianza, riconosciuto “cieco assoluto”, finito sotto processo dopo essere stato ripreso mentre camminava autonomamente e si metteva addirittura alla guida del proprio SUV. L’imputato era accusato inoltre di aver percepito indebitamente la pensione di invalidità e altre provvidenze assistenziali, ma per i giudici “il fatto non sussiste”.   Sicuramente il fatto di essere stato assolto è in apparente contraddizione tra la condizione di cecità e la capacità di muoversi senza accompagnamento e perfino guidare ma lo status di “cieco assoluto” non coincide necessariamente con l’assenza totale di percezione visiva. Questa definizione è infatti esclusivamente di carattere medico e non importa se la persona invalida, in qualche modo, riesce comunque a compiere determinate azioni. Per tali ragioni l’uomo non ha posto in essere alcuna condotta fraudolenta né simulato la patologia; il Tribunale di Monza lo ha quindi assolto, precisando che la vicenda non riguardava la sicurezza stradale. Nello specifico chiunque abbia un residuo visivo, ammesso dalla legge al di sotto del 3%, può consentire in alcuni casi anche di muoversi in autonomia, di leggere o compiere alcuni atti di vita quotidiana tra cui guidare una vettura in un’area limitata. 
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